Ingrid Betancourt ha invitato i membri delle FARC ad abbandonare le armi. Il messaggio sarà lanciato nella selva del Guaviare.

Lo scorso otto luglio la Betancourt ha registrato diversi messaggi audio che saranno trasmessi, sia attraverso un sistema di altoparlanti, sia mediante radio, nella selva meridionale della Colombia. Contenuto dei messaggi, un invito a desistere dalla lotta armata e a disertare le fila della guerriglia. Nei messaggi si fa riferimento alla cattura dei due alti gradi della organizzazione, Cesar e Gafas. Si chiede anche di migliorare le condizioni di vita degli ostaggi e di restituirli all'affetto delle loro famiglie. Ai guerriglieri la Betancourt chiede di ritornare alla vita quotidiana, ritrovando la libertà di vivere nella società civile. Saranno trasmessi senza sosta sia nel Guaviare, dove è stata trovata sia in altre zone impervie del paese. Sono stati registrati prima della sua partenza per la Francia dove ha incontrato il presidente Nicolas Sarkosy. In dichiarazioni alla stampa, Ingrid ha chiesto al presidente Alvaro Uribe di moderare i termini e addolcire il linguaggio, di cambiare le posizioni radicali ed estremiste che generano odio per facilitare la liberazione dei prigionieri. Le parole molto forti causano danni profondi all'animo dell'essere umano mentre sono necessari la tolleranza e il rispetto. Arriva un momento, continua Ingrid, in cui devi parlare con le persone che odi. Alvaro Uribe, la cui popolarità ha raggiunto picchi di oltre 70%, è stato rivale elettorale della Betancourt nelle elezioni del 2002, anno in cui fu rapita. E si riferisce direttamente a lui quando, dai microfoni di Radio France International (RFI), dice che deve cambiare alcune cose. Pur ammettendo che ha fatto cose buone per il paese ha aggiunto che non condivide la stessa linea politica. Il riferimento, nemmeno tanto velato, è alla linea militare e dura adottata dall'esecutivo di Bogotà alla quale Ingrid, finchè a potuto svolgere la sua campagna elettorale si opponeva, avanzando l'idea del dialogo. Durante l'intervista a RFI non ha svelato se tornerà alla politica. In dichiarazioni alla tv France 24, ha aggiunto che ci sono altri modi per servire il suo paese poichè essere presidenti è molto importante ma non è una idea così geniale. Voglio servire il mio paese e la mia gente, ha concluso. Nuovi dettagli sulle sue intenzioni future li troviamo in una intervista dell'otto luglio alla agenzia di stampa spagnola EFE, nella quale ha dichiarato che vuole incontrare il presidente Josè Luis Rodriguez Zapatero per ringraziarlo di persona per il ruolo avuto dalla Spagna in favore della sua liberazione. La Spagna per noi latinoamericani ha un peso specifico molto forte: è come la mia famiglia, ha sentenziato. Spagna, Francia e Svizzera hanno tentato per anni di intavolare una mediazione tra le FARC e il governo colombiano per ottenere la liberazione dei sequestrati. Il cosiddetto terzetto è stato sciolto il giorno seguente alla liberazione della ex candidata alla presidenza colombiana. Il sette luglio in un comunicato ufficiale il governo del paese sudamericano ha reso noto ciò che sapevamo già. Cioè di non aver mai avuto nessuna fiducia nella mediazione europea e di aver cercato in questi anni il contatto diretto con la guerriglia. Ingrid sostiene che sebbene l'operazione che ha portato in libertà quindici sequestrati sia stata perfetta, la Colombia deve accettare che ha bisogno di un aiuto internazionale per ottenere la fine della guerriglia. Altro interrogativo che sta a cuore alla stampa dell'altro lato dei Pirenei, è il rapporto tra le FARC e l'ETA. Ingrid pur assicurando che i soldati che compongono la guerriglia non sanno assolutamente come sia strutturata nè quale sia lo scopo dell'ETA, lascia intendere che al livello più alto, quello del Secretariado, potrebbero conoscere molte più cose. Ovviamente lei non può confermarlo per mancanza di esperienza diretta. Nei mesi precedenti, secondo indiscrezioni pubblicate dalla stampa spagnola, si era parlato di alcuni rapporti tra le due organizzazioni, con lo scopo di colpire interessi colombiani in Spagna.
Intanto Gafas y Cesar, i due capi delle FARC arrestati durante l'operazione militare che ha portato alla liberazione dei 15 ostaggi lo scorso due luglio, hanno smentito la notizia del pagamento di un riscatto. La notizia è arrivata il tredici luglio quando i cosiddetti carcerieri delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia, hanno affermato per bocca dei loro legali che non hanno tradito la guerriglia e che non hanno ricevuto alcun compenso per far fuggire i sequestrati che gli erano stati affidati. Una radio e un quotidiano della Svizzera, avevano diffuso la notizia di un pagamento di una somma di denaro alla guerriglia da parte del governo colombiano per ottenere la liberazione del gruppo di cui facevano parte anche Ingrid Betancourt de i tre statunitensi. La fonte non era stata rivelata ma era stata definita molto vicina alle operazioni. La notizia ha avuto grande eco in Europa. Rodolfo Rios, avvocato difensore di Gerardo Antonio Aguilar alias Cesar e Alexander Farfan Suarez alias Gafas, ha dichiarato alla radio Cadena Noticias Uno di essere disposto a provare davanti a tutto il mondo che non c'è stato alcun tradimento o pagamento e che la liberazione è il frutto dell'azione dell'intelligence militare che ha intercettato le comunicazioni della guerriglia. Un comunicato ufficiale delle FARC diffuso lo scorso venerdì 11, accusava, al contrario, i due carcerieri di aver permesso la fuga dei 15 ostaggi in cambio di denaro, tacciandoli di tradimento. Il presidente Uribe dal canto suo, in un discorso nella città di Morelia, nella provincia di Caquetà, al sud del paese, ha dichiarato di essere disponibile ad un dialogo diretto con la guerriglia sempre all'interno della sicurezza democratica. Una espressione che definirei vaga e alquanto oscura. Il delegato colombiano per la pace, Luis Carlos Restrepo, ha sostenuto a Radio Caracol che si sono fatti i primi passi verso una pace duratura e per un accordo umanitario ma che sarà il capo di stato Alvaro Uribe a dirigere e stabilire l'agenda delle trattative.

0 commenti:

Posta un commento

 

_

Nota

Diario Latino non rappresenta una testata giornalistica perchè è aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, quindi, considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. L'autore non è un giornalista professionista e non è responsabile dei contenuti dei blog ai/dai quali è linkato. I commenti sono sottoposti ad approvazione. Diario Latino is licensed under Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License. Proibita la ripubblicazione su altri siti/blogs.

Licenza Creative Commons

Statistiche