La difficile strada della pace in Colombia passa per il Nicaragua di Daniel Ortega

Migliaia di persone sono scese nelle strade e piazze di Managua il 17 luglio per protestare contro l'aumento dei prezzi dovuto alla continua ascesa dell'inflazione e contro l'illegalizzazione di due partiti politici da parte del governo. Dall'arrivo al potere di Ortega, nel gennaio 2007, l'inflazione è salita fino al 11,7% del primo semestre 2008. In vista delle prossime elezioni municipali di novembre sono stati dichiarati fuorilegge il Movimiento Renovador Sandinista e il Partido Conservador. Il primo è formato da sandinisti che sono fuoriusciti dal Frente Sandinista, attualmente al potere. Diverse ONG del paese si sono riunite formando la piattaforma Coordinadora Civil che ha convocato la manifestazione; la seconda in meno di un mese da quando il presidente Ortega è tornato al potere dopo il suo primo governo dal 1979 al 1990. Secondo gli organizzatori hanno partecipato quarantamila persone, ventimila secondo le autorità. Ma le strade della storia sono destinate a far incontrare e a far sovrapporre gli eventi del Nicaragua a quelli della Colombia. Qui, mentre le strade di Managua si popolavano, il Ministro degli Esteri, Fernando Araujo Perdomo, ex prigioniero delle FARC, abbandonava il suo incarico. Il presidente Uribe ha accettato le dimissioni senza spiegarne le ragioni. Fonti giornalistiche colombiane sospettano che la politica personalista di Uribe abbia annullato la voce di Araujo, riducendone gli spazi di manovra e sminuendone il ruolo. Nuovo ministro degli esteri è Jaime Bermudez, ex ambasciatore in Argentina che il diciotto luglio alle quindici ora colombiana, le ventidue italiane, ha giurato. Bermudez, al fianco di Uribe dal 1998, è considerato l'artefice delle sue elezioni del 2002 e 2006. Il venti luglio ha realizzato il suo primo atto pubblico durante la visita del presidente brasiliano Luis Ignacio Lula da Silva. Laureato all'Universidad de Los Andes, con un dottorato in Opinione Pubblica ad Oxford, è avvocato, secondo quanto pubblicato dal quotidiano colombiano El Espectador. Intanto Uribe ha dichiarato che non autorizza la mediazione nicaraguense del presidente Ortega, che recentemente, ha chiamato fratelli i guerriglieri delle FARC. Sarebbe una ingerenza in un affare considerato di politica interna. Come già spiegato all'interno di un precedente articolo di questo blog, in una lettera datata ventisei giugno, la guerriglia ha comunicato l'intenzione di aprire una trattativa con la mediazione di Daniel Ortega. La Colombia ha annunciato di voler portare il caso di fronte alla Organización de Estados Americanos, (OEA). Il venti luglio, durante le celebrazioni del ventinovesimo anniversario della rivoluzione sandinista, Ortega ha dichiarato di voler andare avanti anche senza il nulla osta di Bogotà. Per lottare per la pace non dobbiamo chiedere permesso a nessuno, ha affermato, soprattutto quando è a rischio la stabilità dei paesi confinanti con la Colombia e della intera regione centroamericana. Ha inoltre reso pubblica una lettera delle FARC, nella quale si propone un incontro personale tra il presidente e un emissario della organizzazione. Al discorso e alle celebrazioni hanno assistito circa trecentomila persone.

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