La rivoluzionaria sfida del giornalismo on-line. Al Foro Casa de America, le opinioni di Rosental Alves

L’importanza della rivoluzione digitale che sta portando alla diffusione dei media elettronici nel mondo del giornalismo, è paragonabile a quella della rivoluzione industriale. Questo il punto di partenza di un incontro svoltosi alla fondazione Casa de America di Madrid.
Rosental Alves è brasiliano. È esperto e professore di comunicazione digitale. Sostiene che i media tradizionali non si sono ancora adattati completamente alla rivoluzione in atto. Alcuni lo hanno fatto meglio, altri invece poco e male. È necessario, esordisce Rosental Alves, prenderne coscienza perché siamo di fronte ad un cambiamento importante di cui internet è solo la punta dell’iceberg. Nella rivoluzione digitale chi non si adatta sparisce dal mercato. Bisogna cogliere le connessioni tra stampa periodica e elettronica ed adattarsi al nuovo giornalismo in modo adeguato. Ogni giorno che passa siamo sempre più lontani dal passato. C’è una forte complementarietà tra la carta stampata ed il giornalismo su internet. I giornali di carta devono evolversi verso la multimedialità, con uno schema produttivo che vada verso una struttura interattiva disponibile costantemente per il lettore. Le reti televisive on-line create da quotidiani sono un esempio positivo. Il periodico deve trovare un nuovo spazio, altrimenti rischia di convertirsi in un mezzo di comunicazione schiacciato sulla sua retorica narrativa che lo porta ad essere elitario. È importante che i nuovi operatori dell’informazione abbiano una formazione specificamente mirata al giornalismo digitale. Oggi i giovani sono già alfabetizzati all’elettronica, nascono con il computer, sono predisposti all’apprendimento multimediale. Hanno abilità cognitive diverse dalla generazione passata e esercitano parti del cervello non utilizzate prima. Ciò porta a sviluppare una abilità comunicativa che richiede uno spazio consono.
Oggi le nuove tecnologie hanno reso tutti coloro che, in ogni angolo del mondo, sono dotati di una buona scrittura potenziali giornalisti. Rosental Alves è convinto che sia necessario spiegare le regole e l’etica del giornalismo ma anche il modo in cui distinguersi in una realtà dove chiunque può spacciarsi per giornalista. Per gli utenti è importante verificare la attendibilità delle fonti e diffidare da chi pubblica i cosiddetti “rumors”, voci di corridoio non confermate. Spesso sono opinioni false o inventate.
La notizia non è la fine ma l’inizio di un processo; lo spunto per una azione di ricerca ed approfondimento personale. Ma l’America Latina a che punto è in questo processo? Alves conviene che la penetrazione di internet nel continente latinoamericano è ancora bassa. Ad ogni modo ci sono buoni esempi di giornalismo digitale e molti quotidiani stanno offrendo una interessante quantità di notizie nelle edizioni elettroniche. C’è ancora un gap da colmare tra i media che sono nati prima di internet e poi si sono convertiti alla rete e quelli che nascono già come media elettronici. In alcuni paesi latinoamericani i giornali on-line hanno più lettori di quelli cartacei.

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