La rivoluzionaria sfida del giornalismo on-line: ne parla Jean Fancois Fogel, ex direttore di Le Monde

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L’importanza della rivoluzione digitale che sta portando alla diffusione dei media elettronici nel mondo del giornalismo, è paragonabile a quella della rivoluzione industriale. Questo il punto di partenza di un incontro svoltosi alla fondazione Casa de America di Madrid. L’ex direttore del quotidiano francese Le Monde, Jean-Francois Fogel, ha completato il quadro della tematica relativa al giornalismo elettronico, già abbozzato da Rosental Alves nel post precedente.
Secondo Jean-Francois Fogel, c’è una differenza tra gli ascoltatori di un programma radiofonico o televisivo, quelli dei quotidiani e quelli in rete. Mentre i mezzi tradizionali spingono contenuti uguali per tutti, dice ancora Jean-Francois Fogel, i mezzi interattivi inseguono i loro utenti i quali ricevono solo ciò che chiedono. È una tecnologia “pull”. Alcuni utenti sono passivi e guardano solo ciò che gli arriva mediante i sistemi Rss, che sono ad abbonamento. Molti invece sono attivi, cercano notizie e video, inviandole e condividendole con gli amici. Gli utenti, continua Jean-Francois Fogel, apprendono presto ad usare le nuove tecnologie. La domanda chiave per gli operatori è come attirarli verso il proprio sito. La stampa tradizionale crea e confeziona n pacchetto di notizie buone per l’editore e le emette, valutando la reazione del pubblico. Al contrario nel mondo digitale si aspetta la domanda e si imposta il sito in base alle preferenze espresse. In particolare le imprese nate dopo l’esplosione di internet conoscono meglio il mezzo, danno una offerta basata sui gusti degli utenti, sono più agili, dinamiche e cambiano rapidamente con investimenti ridotti.
I gruppi economici e politici non possono più controllare i contenuti di questi nuovi media ed è più difficile censurare e bloccare i contenuti sgraditi. Secondo Jean-Francois Fogel, gli utenti si contagiano uno con l’altro. Il contagio informativo è come nuova forma di malattia, un virus.
Dall’altro lato è più semplice favorire la circolazione di ogni tipo di contenuti o falsificare i filmati. I nuovi media devono crearsi una certa credibilità presso gli ascoltatori, altrimenti nessuno li guarderà. È un tipo d’informazione frammentata, difficilmente capace di orientare l’opinione delle masse. Il giornalismo, conclude l’ex direttore di Le Monde, il giornalismo è parlare del mondo in ogni suo aspetto. Bisogna farlo in modo responsabile ed indipendente rispondendo in modo efficace al problema diffuso di ottenere informazione qualificata.

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