Un sito archeologico di Città del Messico regala un importante ritrovamento legato alla storia degli Aztechi

In questo periodo si parla del Messico per la scalata di violenza tra le bande di narcotrafficanti, che controllano le regione di frontiera con gli Stati Uniti, e l’esercito messicano, schierato in forze del presidente Felipe Calderòn.
Io preferisco invece aprire la pagina di cultura occupandomi del recente ritrovamento, in un sito archeologico, di numerosi resti aztechi e di epoca coloniale, avvenuto all’inizio del mese. È accaduto durante alcuni lavori di costruzione su un’area di sette chilometri quadrati, nel popoloso quartiere di Tepido, a Ciudad de México, noto alle cronache locali per la sua insicurezza sociale e per il commercio di prodotti di contrabbando. L’Instituto Nacional de Antropología e Historia (INAH) ha reso noto il ritrovamento di tombe e strumenti per l’inumazione, ossa, stoviglie, contenitori e strumenti musicali dell’epoca come il flauto. Importanti, anche, i resti di strutture architettoniche residenziali di pietra. Il vicedirettore della Dirección de Salvamento Arqueológico (DSA), Francisco Cos ha sottolineato l’importanza di alcuni oggetti funebri e delle tombe, tutte ben conservate, ad una profondità di quasi due metri, contenenti ossa di bambini che sono, al momento, oggetto d’indagine da parte di antropologi forensi. Vogliono determinarne sesso ed età. Nel sito archeologico, sono apparsi anche piatti e contenitori con disegni di animali, anguille e serpenti, e divinità azteche. Sembra che questo sia solo una parte del tesoro nascosto nella zona, tanto che l’INAH ha dichiarato che i lavori di scavo proseguiranno per lo meno altri tre mesi in questa zona dichiarata di alto potenziale archeologico. Le sorprese non sono finite. Questa notizia è collegata alla più recente scoperta sotto il Museo Nacional de las Culturas di Ciudad de México, delle chiamate Casas Nuevas de Moctezuma. I resti del palazzo dell’antico imperatore degli Aztechi, di cui gli esperti sostenevano da tempo l’esistenza, sono venuti alla luce durante i lavori di restauro del Museo Nacional. Il centro storico della Capital Federal messicana sorge sulle antiche rovine di Tenochtitlán, città da cui l’imperatore Moctezuma comandava l’impero azteca. Archeologi dell’Instituto Nacional de Antropología e Historia, controllando le fondamenta della struttura hanno trovato conferma ai loro sospetti. Strutture preispaniche e d’epoca coloniale sono state individuate da un radar e uno spettro a raggi X. Elsa Hernández Pons, responsabile dei lavori del sito archeologico, conferma che, basandosi su documenti storici, Las Casas Nuevas erano formate da cinque palazzi comunicanti. Ritrovata anche la Casa Denegrida, così chiamata per il color nero e l’assenza di luce che la caratterizza, in quanto luogo di ritiro e riflessione per l’imperatore. Il pavimento è in basalto nero, nere anche le pareti prive di finestre. Il terreno su cui sorgeva il palazzo del sovrano, si estende non solo sotto l’odierno Museo Nacional, ma anche sotto il Palacio Nacional, attuale sede del governo messicano.


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