Il premio "Sendero para la Paz 2008" assegnato al presidente del Salvador, il paese più violento del Centroamerica, spacca l’opinione pubblica

Il presidente di El Salvador, Elias Antonio Saca, del partito Alianza Republicana Nacionalista (Arena), da decenni governante nel paese, ha ricevuto lo scorso martedì 10 giugno il premio internazionale “Sendero para la paz 2008” (Path to peace 2008) che la omonima fondazione vaticana assegna annualmente. La cerimonia si è svolta al palazzo delle Nazioni Unite a New York. Il premio valuta (o meglio dovrebbe valutare) l’impegno e il lavoro svolto per la pace in ambito nazionale ed internazionale. Le motivazioni di quest’anno sarebbero costituite dall’apporto alla governabilità, alla sradicazione della povertà e al contrasto della criminalità dato da Saca. Ha contribuito anche la sua collaborazione al processo di pace degli anni ’80 culminato con la firma di un trattato nel ’92. Saca ha risposto che accetta il premio con umiltà e in rappresentanza di tutto il popolo salvadoregno.
Le reazioni non si sono fatte attendere. La Asociación Salvadoreña de Radiodifusoras, ASDER, si è congratulata col presidente trasmettendo un ampia campagna d’appoggio. Allo stesso tempo molti organi della società civile, rappresentanti di gruppi cattolici e comunità religiose hanno esternato il loro malcontento e la loro indignazione per la decisione presa dalla Fondazione. Questa è stata creata nel 1991 dall’allora arcivescovo Renato R. Martino e il cui attuale presidente è l’arcivescovo Monsignor Celestino Migliore, Nunzio Apostolico e osservatore permanente delle Santa Sede all’ ONU. Il Comité de Comunidades Eclesiales de Base e il Comité Local en Solidaridad con Monseñor Oscar Arnulfo Romero, hanno qualificato come insulto e colpo basso, il mancato interesse della Fondazione Sendero para la Paz per le reali condizioni sociali, economiche, politiche che vivono i salvadoregni. Una rappresentante dei comitati cattolici, Adelaida Estrada, si è dichiarata offesa per tale perdita della prospettiva socio-economica del paese di cui Saca è presidente. La delinquenza, la corruzione, l’impunità e la insicurezza sono state aumentate dalle politiche del presidente. Forse, conclude Estrada, la Fondazione non ha ricevuto una informazione completa sulla situazione del paese. Nel Salvador stanno deteriorandosi la qualità della vita, la costruzione della democrazia, la riunificazione e pacificazione della società, che invece continua a essere polarizzata su due blocchi, uno di destra e uno di sinistra. Informazioni del Programma dell’ ONU per lo Sviluppo, segnalano un livello di povertà del 40%, particolarmente forte nelle aree rurali. La cultura è una parola sconosciuta nel paese, dove una piccola minoranza continua avanzando negli studi e nello sviluppo intellettivo a discapito della grandissima maggioranza. Riguardo la sicurezza, nell’anno 2003 la media giornaliera di omicidi era 6.5, cioè 36 ogni 100 mila abitanti; nel 2007 furono 1532, nove al giorno. Dal primo gennaio al sei giugno il totale è 1318 vittime che significa una media quotidiana di 8, ovvero 61 ogni 100 mila abitanti. Il direttore della Policia Nacional Civil, Francisco Rovira ha promesso di portarli a quattro al giorno entro fine giugno. Il ministro della sicurezza e giustizia Renè Figueroa, pur ammettendo il notevole sforzo in atto, non garantisce il raggiungimento di tale cifra. El Salvador resta il paese più violento in una regione tra le più violente del mondo.
Jaime Martínez Ventura, del Consejo Latinoamericano del Instituto de Estudios Comparados en Ciencias Penales (INECIP), sostiene la necessità di lasciare da parte le soluzioni repressive e punitive come la Ley Anti Maras, Ley antiterrorista e Ley Súper Mano Dura. Bisogna optare non per l’isolamento ma per il reinserimento e la prevenzione. Nell’opinione popolare non è una sorpresa questo premio. Molti sanno della vicinanza dei vescovi locali al partito di governo Arena. In una intervista su un periodico della capitale si legge che non ci si poteva aspettare altro da chi dorme nello stesso letto del presidente. Il riferimento, non proprio velato, è all’indirizzo dei vertici della chiesa cattolica salvadoregna.

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