Argentina: blocchi stradali e scioperi da parte di agricoltori ed allevatori contro il governo di Cristina Fernandez

Le associazioni di agricoltori e allevatori argentini hanno ripreso le proteste, i blocchi stradali e gli scioperi, tornando a paralizzare il paese e causando seri danni ai consumatori. Hanno deciso di riprendere la protesta di fronte, dicono, al rifiuto da parte dell’ esecutivo di Cristina Fernandez di modificare lo schema fiscale relativo alle esportazioni agricole, proposto lo scorso undici marzo dallo stesso governo. I dirigenti della Federación Agraria Argentina (FAA), la Confederación Intercooperativa Agropecuaria (Coninagro), le Confedraciones Rurales Argentinas (CRA) e la Sociedad Rural Argentina (SRA) hanno convinto i loro 290.000 a non mettere in commercio, a partire dalla mezzanotte di mercoledì 28 maggio, grano e cereali destinati alla esportazione. I leader delle associazioni hanno segnalato in una conferenza stampa che il governo ha portato ad un grado esagerato la politicizzazione di un tema che invece doveva restare settoriale, dilatandone i tempi di soluzione e causando la definitiva rottura del dialogo. Considerano che le tasse sulle esportazioni di soja, girasole, grano e mais sono troppo elevate. Il governo sostiene, al contrario, il principio di una tassazione proporzionale agli ingressi monetari: chi più guadagna, più paga. Le organizzazioni hanno altresì annunciato che dal nove giugno porteranno la loro azione in parlamento, al fine di ottenere una deroga alla legge. Da parte sua il governante Partido Justicialista, peronista ha agito in difesa della presidentessa Cristina Fernández, reiterando che la protesta ha intento golpista, come già avanzato nelle settimane scorse da diversi mezzi di comunicazione ed analisti internazionali, compreso questo blog. Sono state interrotte le strade, la raccolta e la commercializzazione dei prodotti cerealicoli, del grano e della carne. Il conflitto è stato molto duro ed il governo ha chiesto ai leader della protesta di smettere di impedire i rifornimenti ai mercati che colpiscono esclusivamente i consumatori, quale condizione preliminare per sedersi ad un tavolo delle trattative. Il due aprile la prima ondata di proteste era stata interrotta. Nel mezzo delle infruttuose negoziazioni che sono seguite, due settimane fa, Martin Lousteau si è dimesso da ministro dell’ economia. Il conflitto, all’inizio limitato al settore agricolo e dell’ allevamento, causato da un aumento delle tasse si è trasformato, ottanta giorni dopo, nella maggiore crisi affrontata da un governo dai tempi del 2002. L’ex presidente argentino, marito di Cristina Fernandez, nonché presidente del Partido Justicialista Nestor Kirchner ha accusato ufficialmente di golpismo i leader della protesta. Una delle celebrazioni più attese in Argentina ha avuto luogo la scorsa domenica. L’anniversario dell’indipendenza dalla corona spagnola. Il governo ha mobilitato 100.000 persone, anche mediante il pagamento del trasporto pubblico e di stand gastronomici, nella località di Salta. Qui, in un discorso, la presidentessa Cristina Fernandez ha fatto esplicito riferimento al conflitto di cui tutti parlano. Nestor Kirchner ha aggiunto chiaramente che la protesta ha lo scopo di costringere il governo a cambiare la politica economica che è stata portata avanti durante il suo mandato dal 2003 al 2007 e che ora è seguita da sua moglie. L’Argentina sta vivendo un processo di redistribuzione della ricchezza, un miglioramento economico che è osteggiato da alcune classi sociali che non intendono rinunciare ai loro vantaggi e privilegi e che non vogliono pagare le tasse. Dalla mezzanotte di ieri, 30 maggio, gli scioperanti hanno ricominciato a bloccare le strade per impedire il transito dei camion che portano grano e carne in oltre 250 città del paese. Le province più colpite sono Chaco, Córdoba, Santa Fe, Buenos Aires, Gualeguaychú, La Pampa e Entre Ríos. Hanno però annunciato, in uno slancio di ecumenica bontà d’ animo, che il latte arriverà nei supermercati senza problemi. Oggi, trentuno maggio, otto agricoltori, tra i quali figura il presidente della Sociedad Rural Local, Raul Victores, sono stati arrestati mentre manifestavano sulla strada Ruta nueve in località San Pedro, provincia di Buenos Aires.

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