Capire la storia dell'emigrazione italiana in Argentina: il 16 febbraio a Roma c'è il convegno Damnatio Memoriae

lunedì 8 febbraio 2010

L'Associazione Ponte della Memoria e l'A.N.P.I.

Con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia in occasione del bicentenario dell'Argentina

Presentano

Damnatio Memoriae
Argentina. Tra emigrazioni e storia d'Italia


16 febbraio, ore 16
Casa della Memoria e della Storia
Via Francesco de Sales, 5
Trastevere - Roma


Questo incontro-dibattito arriva in un momento in cui è indispensabile riacquistare la storia delle migrazioni italiane per sforzarci di renderle memoria collettiva, poichè, nel nostro paese i migranti sono considerati come "non-uomini", e lo stato e il sistema economico vigenti li vogliono rendere invisibili alla società, emarginandoli, nascondendoli e segregandoli in centri di detenzione chiamati CPT
Alla vigilia di Damnatio Memorie appare giusto ricordare come l'Argentina accolse migranti italiani che per molti anni furono vilipesi e umiliati con vari epiteti: ladri, disonesti e puzzolenti. Molti dei nostri connazionali furono perseguitati dalla dittatura, desaparecidos o costretti a un nuovo esilio di ritorno. Abbiamo dato all'Argentina patrioti quali Manuel Belgrano, figlio di un genovese e ricordato, come l'ideatore della bandiera nazionale bianca e azzurra, e come uno dei padri dell'indipendenza della Spagna, al punto che la sua data di nascita è diventata una festa nazionale: la Giornata dell'Emigrante Italiano. Scrittori come Ernesto Sabato, musicisti del tango come Astor Piazzola, calciatori come Antonio Valentin Angelillo, piloti automobilistici come Juan Manuel Fangio, industriali come Agostino Rocca. Il fenomeno migratorio è bagaglio imprescindibile della storia d'Italia di cui va recuperata la memoria a salvaguardia della nostra identità costituzionale e in difesa dei diritti fondamentali.

Programma:
Saluti di

Massimo Rendina
Presidente Anpi Roma

Giovanni Miglioli
Presidente di Ponte della Memoria

ne discutono:

Camilla Catarulla
Università di Roma Tre

Loris Zanatta
Università di Bologna

Osvaldo Bayer - Fabian D'Aloisio - Bruno Napoli
Storici argentini

L’ associazione culturale “Ponte della Memoria” si costituisce a Roma nel 2000 intorno al processo contro i militari argentini per otto casi di desaparecidos italiani svoltosi davanti alla Corte d’Assise di Roma.Lo scopo dell’associazione, oltre alla solidarietà concreta con i testimoni e i familiari delle vittime, è quello di dare visibilità a questo “dramma italiano”, un crimine contro l’umanità dimenticato dai mass media e quasi sconosciuto alla grande maggioranza della popolazione italiana.Attraverso le innumerevoli forme di espressione della cultura (dibattiti, mostre fotografiche, spettacoli teatrali, concerti, ecc.), l’associazione desidera diffondere, sensibilizzare e denunciare la violazione dei Diritti Umani e i crimini contro l’umanità, ovunque questi avvengano.Essendo la cultura lo strumento per eccellenza per veicolare sentimenti di solidarietà e per creare un rapporto di integrazione tra persone e culture differenti, “Ponte della memoria” rappresenta un dialogo all’interno del quale la memoria, i ricordi e la valorizzazione delle diverse identità rappresentano la ricchezza per creare una società migliore.

Perù. Migliaia di persone giungono a Puno per la Festa della Virgen de la Candelaria

lunedì 1 febbraio 2010


All’inizio del mese di febbraio, dal primo al 18, la città di Puno, nel sud del Perù, si veste a festa per celebrare la grande cerimonia della “Candelaria”, in onore alla sua patrona: la Virgen de la Candelaria. Tra i cittadini di Puno è chiamata colloquialmente ed affettuosamente "Mamacha Candelaria", "Mamita Canticha" o "MamáCandi". Festa religiosa in stile popolare, nella quale si esprime in modo singolare lo stile di vita e la creatività della popolazione, unisce la matrice indigena col cattolicesimo. Il risultato è un sincretismo in cui convivono a poca distanza chi prega e chi si diverte, danzando con vestiti colorati tra la moltitudine di partecipanti. Nata in tempi antichi con il solo scopo religioso, la festa della Candelaria esprime oggi la volontà di divertirsi e di affermare la creatività del popolo di Puno. Dai paesi vicini, moltissimi sono coloro che accorrono. I partecipanti, per lunghi mesi all’anno, preparano coreografie e cuciono le vesti per offrire alla Virgen de la Candelaria una splendida sfilata. E’ una festività con radici tanto antiche da colpire i visitatori che vi assistono, e i circa settecento partecipanti, cattolici o meno, che puntano con balli, suoni e canti a stupire sia i forestieri sia i loro concittadini. La festa negli anni si è trasformata in una grande occasione di riunione e divertimento per molti giovani del circondario. Ciò permette di realizzare, a margine, anche un piccolo festival musicale con gruppi locali. Nella settimana antecedente la festa della Candelaria, la immagine della Virgen viene portata in processione dalla piccola piazza di Puno, fino alla Iglesia de San Juan, nella quale giungono migliaia di fedeli a renderle omaggio.

Manca solo una firma. Sempre più vicina l'estradizione in Francia per Manuel Noriega

lunedì 25 gennaio 2010

Panama, a cavallo tra la fine del 1989 e i primi giorni del 1990: un'invasione militare dell'esercito statunitense, con l'obiettivo di catturare il capo di stato e proteggere gli interessi statunitensi nel paese, si conclude con la cattura del dittatore Manuel Antonio Noriega, il suo arresto e il seguente invio negli U.S.A. come prigioniero di guerra per essere processato per traffico di stupefacenti, ricatto sistematico e cospirazione. L'invasione dura due settimane e lascia sul terreno migliaia di vittime, quasi tutti civili delle classi più povere.
Nel 1999 era stato processato in Francia in regime di contumacia e condannato a dieci anni di carcere per riciclaggio di denaro sporco. In pratica Noriega, al potere dal 1983 al 1989, ha utilizzato 25 milioni di dollari provenienti dal traffico di stupefacenti per acquistare tre appartamenti di lusso nella capitale, Ciudad de Panama. Tutto attraverso banche francesi nel paese centroamericano.
Nel 1992, a seguito della condanna per traffico di stupefacenti, è stato rinchiuso in un carcere della Florida: il Federal Correctional Institution. Il 9 settembre 2007 ha estinto la pena, ma è rimasto nel carcere per impedire, assieme ai suoi avvocati, che venisse eseguita la richiesta di estradizione dettata dalla giustizia francese che lo avrebbe condannato dietro le sbarre per altri dieci anni e, forse, ad essere imputato in un nuovo processo. Per evitarlo i suoi avvocati hanno sostenuto che, avendo compiuto la sua condanna negli U.S.A., avrebbe dovuto essere rimandato a Panama, dove, tra l'altro, i suoi familiari lo attendevano con tanto di festa di bentornato. Anche qui, in realtà, gli è stato fatto un processo in contumacia nel quale Noriega è risultato colpevole, stavolta per assassinio, tortura, furto e corruzione, e condannato a 60 anni. Ma, in caso tornasse, ipotesi che non renderebbe felici molti panamensi, li dovrebbe scontare ai domiciliari, data l'età.
Oggi, la Corte Suprema degli Stati Uniti, invece, ha deciso che il settantacinquenne ex capo di stato, detto "cara de piña", può essere estradato in Francia come, tra l'altro, già stabilito dal tribunale federale d'appello della Georgia che aveva esaminato il caso. Questo senza che vengano violati i suoi diritti di prigioniero di guerra stabiliti dalla Convenzione di Ginevra. Ora si attende la firma dell'autorizzazione all'estradizione da parte della Segretaria di Stato, Hillary Clinton.
La settimana scorsa, era stata la magistratura tedesca a chiedere l'estradizione per un altro dittatore della storia recente latinoamericana. Quel Jorge Rafael Videla a capo della Junta militar argentina.

Resterà in Argentina fino al termine dei processi. Rimandata l’estradizione in Germania per Jorge Videla

domenica 24 gennaio 2010

L’ex capo della giunta militare argentina Jorge Rafael Videla, attualmente in carcere nella periferia di Buenos Aires, non sarà estradato in Germania, finchè non termineranno i processi a suo carico nel paese sudamericano. Così ha deciso la giustizia argentina, in risposta alla richiesta di estradizione presentata venerdì da un tribunale di Norimberga, relativa alla morte di un cittadino con doppia nazionalità: argentina e tedesca. Presto Jorge Rafael Videla dovrà sedersi sul banco degli imputati accusato di trenta omicidi, cinquecentocinquantadue sequestri e duecentosessantaquattro sparizioni. La richiesta tedesca, pertanto non sarà presa in considerazione fino al termine delle udienze.

La giustizia tedesca chiede l'estradizione di Jorge Rafael Videla. Ex dittatore, a capo della Junta Militar argentina

sabato 23 gennaio 2010

Pochi giorni fa scrivevo del parere positivo dato dalla Audiencia Nacional spagnola alla richiesta di estradizione per Julio Alberto Poch, avanzata della giustizia argentina. Julio Alberto Poch è accusato di essere uno dei piloti degli aerei che, durante la dittatura argentina (1976-1983), hanno realizzato i “vuelos de la muerte”: voli durante i quali, militari della Marina, gettavano in mare prigionieri, precedentemente torturati all’interno della Escuela de Mecánica de la Armada (ESMA), al fine di far scomparire i loro corpi.
Oggi voglio puntare l’attenzione sulla notizia che a Norimberga è stato riaperto il caso della morte di un cittadino tedesco, avvenuta durante la dittatura militare argentina. Il 23 dicembre scorso, infatti, la magistratura del paese della Germania meridionale ha riaperto il caso del sequestro, sparizione e fucilazione di Rolf Nasim Stawowiok, cittadino con doppia nazionalità, argentina e tedesca. Militava nella Gioventù Peronista, e scomparve, sequestrato, il 21 febbraio 1978, all’età di vent’anni. Venne fucilato e, il 14 marzo de 1978, buttato in una fossa comune presso il cimitero di Lomas de Zamora, a sud di Buenos Aires. L’Equipo Argentino de Antropología Forense, il 24 agosto 2004 effettuò esami del DNA che rivelarono l’identità di Rolf Nasim Stawowiok, e la presenza di fori di proiettili sulle sue ossa.
A seguito della riapertura del caso, ieri è stato emesso un ordine di arresto nei confronti dell’ex dittatore argentino Jorge Rafael Videla, ex presidente della giunta militare che governò tra il 1976 e il 1981.
Jorge Rafael Videla, attualmente rinchiuso nel carcere Campo de Mayo della periferia di Buenos Aires, era stato condannato all’ergastolo nel processo denominato "Juicio de las Juntas Militares", realizzato nel 1985 dalla Cámara Federal di Buenos Aires.
Tra le accuse, la sistematica violazione dei diritti umani. Nel 1990, l’allora presidente Carlos Menem, al potere in Argentina tra il 1989 ed il 1999, indultó gli ex capi della dittatura, tra i quali Jorge Rafael Videla. Nel 1998 lo stesso Videla fu arrestato di nuovo ed accusato di altri omicidi mai giudicati, e dal 2008 è stato trasferito nel penitenziario di Campo de Mayo. Soddisfazione è stata espressa da rappresentanti delle Madres de Plaza de Mayo.

El secreto de sus ojos e La teta asustada: un pezzo di cinema latinoamericano in corsa per l'Oscar

giovedì 21 gennaio 2010

Due i film che rappresenteranno il cinema latinoamericano nella corsa al Premio Oscar per la categoria “miglior film straniero”: si tratta due “soliti noti”, per i lettori del mio blog: El secreto de sus ojos, del regista argentino Juan José Campanella, e La teta asustada, della regista peruviana Claudia LLosa. Entrambi, nel 2009 sono stati premiati in importanti rassegne come il Festival internacional del nuevo cine latinoamericano di La Habana o il Festival di Berlino. Inoltre, entrambi competono ai Premios Goya, che avranno luogo il 14 febbraio, al Palacio Municipal de Congresos del Campo de las Naciones, di Madrid, e saranno trasmessi in diretta da Televisión Española. Gli altri film rimasti in gara per ricevere il Premio Oscar a “miglior film straniero” sono: l'australiano Samson & Delilah, il francese Il profeta, il bulgaro The world is big and salvation lurks around the corner, il tedesco Il nastro bianco, l'israeliano Ajami, il kazako Kelin, l'olandese Winter in wartime.
Di questi, il prossimo due febbraio, ne resteranno solo cinque: all'interno di questa cinquina sarà selezionato il vincitore, che riceverà il premio nel corso della serata finale dell'ottantaduesima edizione degli Oscar. Avrà luogo il sette marzo, al Kodak Theatre di Los Angeles. La pellicola favorita per aggiudicarsi l’ambita statuetta è Il nastro bianco, del tedesco Michael Haneke, già vincitrice della Palma d’Oro al Festiva di Cannes, e del Globo d’Oro: quest'ultimo, è il premio considerato un antipasto dell’Oscar.
Nulla da fare per la coproduzione ispano-argentina El baile de la victoria, del regista spagnolo Fernando Trueba, interpretata dall'attore argentino Ricardo Darín, che è stata esclusa. La Academia del cine de España la aveva selezionata per rappresentare proprio la Spagna nella corsa all'Oscar.